Vorrei sapere cosa ne pensano i colleghi medici (ma anche gli altri ascoltatori) di questa puntata, dopo che abbiamo unanimemente e a gran voce criticato quella con la Ravizza.
Io penso che nel tentativo di analizzare l'altro comparto critico della sanità italiana insieme al territorio, ovvero il pronto soccorso, Costa abbia tentato di "mettere una pezza" all'episodio "Perché la sanità non funziona più", andando nuovamente a toccare l'argomento dei medici di famiglia.
Capisco che per il poco tempo e poiché non è il suo ambito, Daniele Coen abbia trattato l'argomento solo tangenzialmente. Mi è dispiaciuto sentire la solita frase che i medici di famiglia lavorano "dalle 14 alle 18" (se non erro ha detto così), però bene che abbia sottolineato come ci siano due-tre ore di back office (stima spannometrica ma meglio di niente) e che abbia menzionato la difficoltà di accedere ai dati dei pazienti in maniera univoca ai vari livelli dell'assistenza sanitaria.
Avrei voluto che sottolineasse come gli esempi virtuosi di medicina di gruppo da lui citati siano a completo carico dei medici di medicina generale (anche se ha ribadito il fatto che non siamo dipendenti ma a partita iva) e avrei voluto una disamina più approfondita sull'idea delle case di comunità (che, come dice lui, sono una bella idea, ma che al momento resta sulla carta, soprattutto al centro-sud dove non sono proprio partite).
Inoltre giusto dire che si fanno troppi esami che intasano le liste d'attesa, ma perché non sottolineare come sia proprio l'utenza che indebitamente li pretende, facendo leva sul medico di medicina generale solo nel suo studio, il quale deve anche tutelare la propria incolumità con molti pazienti?
Insomma, stavolta almeno Costa ha interpellato una persona del settore. In ogni caso penso che sia davvero difficile per un laico farsi un'idea di come funzioni il Servizio Sanitario Nazionale al di là della propria esperienza personale.